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(locandina trovata su http://www.mymovies.it)
Film basato sul romanzo scritto da Gabriel Garcia Marquez che ho deciso di andare a vedere ieri sera al cineforum, accompagnata da mia mamma. Sapendo che nel cast ci sarebbe stata Giovanna Mezzogiorno, accompagnata da Javier Bardem (già visto in Marea dentro) ho pensato che sarebbe stato un successo.
Non mi sbagliavo.
Appena le scene hanno iniziato a susseguirsi una dietro l’altra, lentamente ma con cadenza continua e ritmata dalle splendide musiche composte dall’italiano Antonio Pinto, mi sono lasciata traspotare in un mondo lontano, dove ancora non sono stata, ma dove posso andare ogni volta che voglio, chiudendo gli occhi.
Si narra la storia di Florentino Ariza, giovane ragazzo romantico dalla vena poetica che vive facendo il telegrafista, uomo che conoscerà la ragione del suo vivere non appena i suoi occhi si poseranno sul bel viso di Fermina Daza. Tra loro scoppia una passione infuocata, coltivata e aumentata dall’impossibilità di vedersi soli per pochi minuti. Ci si trova in Colombia alla fine dell’ottocento e le usanze vedono ancora il padre decidere a chi donare la figlia in sposa, sempre per tornaconto personale.
Florentino inizierà a scrivere lunghe ed appassionate lettere d’amore all’amata Fermina, la sua Dea Incoronata, si scambieranno la promessa di amarsi fino all’eternità senza mai essersi sfiorati ma anelando a vivere finalmente quel momento, che sarà ancora più prezioso e intenso perché desiderato.
La vita però non sarà clemente con loro, e Fermina, seguendo il volere del padre, sposerà un altro uomo col quale avrà diversi figli e col quale condurrà un’esistenza di felicità solo apparente. Nel cuore di Fermina rimarrà sempre Florentino.
Lui cadrà in profonda depressione, per la disperazione della povera madre, finché un giorno deciderà di non lasciarsi morire d’amore ma di provare a sopravvivere, accontentandosi di tutte le donne che incontrerà lungo il cammino che lo porterà alla fine tra le braccia di Fermina.
La aspetterà per più di cinquant’anni! E alla fine riusciranno a vivere gli ultimi anni della loro vita, con delicata passione e un dolce e composto amore.
Splendida interpretazione della Mezzogiorno, se c’erano dubbi (ovviamente no) con questo film merita un posto tra le stelle più fulgenti di Hollywood.
Personalmente, mi è molto piaciuta l’intepretazione di Bardem, e con questo rispondo a chi lo ha accusato di essere troppo mono espressivo e “pesante”, colpa di una fisicità che, al contrario, lo ha aiutato a rivestire il suo personaggio di tutta la pacatezza, di tutta l’educazione e la conoscenza che solamente lui poteva dargli.
Bellissima storia d’amore, che fa ripensare alle relazioni che si vivono oggigiorno.
Ritornare alle radici, ritornare a dare importanza al sapere aspettare, al sapere dosare le proprie attenzioni, al non volere bruciare le tappe o al volerle bruciare troppo in fretta.
A questo punto è obbligatorio andare a leggere il romanzo dal quale è tratto.
Io sono leggenda
Tratto dall’omonimo libro “Io sono leggenda” di Robert Matheson
Film di Francis Lawrence
e con Will Smith nel ruolo del protagonista Robert Neville
Ho visto questo film in compagnia di mia madre, senza avvertirla del fatto che alcune scene l’avrebbero potuta spaventare. Non l’ho avvertita per il semplice fatto che io, per prima, non ricordavo, o meglio, non mi ero sufficientemente informata circa la trama e il genere.
Ahaha che grasse risate quando entrambe, alla prima scena da “ansia a mille” abbiamo sobbalzato sul sedile, e la mamma che poi borbottava: “… ma insomma map nesa te che paura ma dove mi hai portata!!!!”. Ehm ehm meno male poi le è piaciuto il film.
Che dirvi di questo film: sono andata a vederlo senza avere letto il libro di Robert Matheson, che si dice sia l’iniziatore e vero e proprio maestro del genere fantascientifico e dell’ orrore. Da un altro suo libro è stato tratto un altro film che adoro: “Al di là dei sogni”.
Scenario apocalittico: New York completamente deserta, sterminata da un virus letale che ha ucciso i più e trasformato alcuni in essere smaniosi e assetati di sangue, allergici ai raggi ultravioletti e quindi costretti a vivere di notte, mentre il giorno si nascondo negli edifici abbandonati, al buio completo. Il nostro protagonista è l’unico ad essere risultato immnue al vuris che si diffonde per via aerea e pure a quello per contatto. Non riesce tuttavia a creare un siero col suo sangue, per potere salvare le persone rimaste.
alla fine ci riuscirà col sangue di una donna infettata, ma si sacrificherà per poterlo fare avere a chi ne ha bisogno.
Bellissima interpretazione di Will Smith, se ci fossero stati dubbi a riguardo con questa prova ha dato a tutti la dimostrazione del suo valore.
Bianco e nero
Ultimo film di Cristina Comencini, per alcuni amici che conosco il solo conoscere il regista potrebbe essere garanzia di un film ben fatto, di successo, piacevole.
Per me è sempre stato l’attore a fare la differenza, non so perché: un regista deve essere bravo nel dirigere e nel far fare all’attore ciò che da lui pretende, ma l’attore stesso è poi chiamato ad essere vero e autentico nell’esprimere sotto forme gestuali le diverse emozioni che deve far arrivare al pubblico.
Seguo Fabio Volo da molto tempo, da quando faceva il dj a quando poi è passato a fare i programmi innovativi su Mtv (Italo-Spagnolo e Italo-Francese). Ho letto alcuni suoi libri (Esco a fare due passi, È una vita che ti aspetto, Il giorno in più) e sono sempre più convinta che sia un talento fiorito e sbocciato del tutto.
Di Ambra Angiolini ricordo gli esordi in quel di “Non è la Rai” e devo dire che da allora il suo percorso formativo personale e lavorativo è progredito notevolmente: trovo che si sia trasformata in una splendida donna, consapevole della sua femminilità, della sua intelligenza e del suo essere “normale” e non femme fatale. La sua bellezza affascina non tanto per la sua inarrivabilità , bensì perché dotata di ironia e savoir faire fuori dalla norma, che non appartiene solitamente alle nostre soubrettine che popolano i programmi televisivi.
Film che affronta un argomento sempre attuale, soprattutto per chi come me vive in una regione del Nord Italia, tra le più razziste credo.
Mi è piaciuto come è stato sviluppato l’argomento e mi sono piaciute le interpretazioni dei rispettivi attori; forse il finale è stato banalizzato e si è voluto forzare un lieto fine che molte volte nn corrisponde alla realtà. Complimenti comunque, mi ha portato a riflettere e a mettere in discussione alcune poche certezze che credevo fossero giuste così.
Consigliato.
Carlo Atti
Carlo Atti a San Bonifacio
Sassofonista tenore
accompagnato da
Nico Menci (pianoforte)
Moreno “Roy” Mastella (contrabbasso)
Massimo “Max” Dall’Omo (batterista)
Pomeriggio alternativo, pomeriggio stupendo passato in quel di San Bonifacio grazie all’invito di un’amica che mi ha segnalato l’iniziativa, arrivata ormai al terzo anno di vita, portata avanti dal comune di San Bonifacio: Appuntamento jazz della domenica pomeriggio, ore 17. Ogni quindici giorni, per un totale di circa quattro o cinque incontri, artisti jazz invitati ad intervenire da un organizzatissimo e appassionato Moreno “Roy” Mastella, contrabbassista per passione.
Due ore passate divinamente, ascoltando una musica suonata con estrema tecnica e con un trasporto che facevano cadere la sottoscritta in una soerta di ascolto estatico.
Non conoscevo Carlo Atti, ho scoperto poi che si tratta di uno dei più importanti e bravi artisti che l’Italia può vantare di avere in ambito jazzistico.
Mi è particolarmente piaciuto il suo modo di approcciarsi, timido ma allo stesso tempo deciso e consapevole di dove voleva portarci: un non-luogo dove lasciare vagare la propria mente, dove ciò che conta è solamente essere veri, se stessi senza artifici o modelli precostituiti, autentici nelle emozioni che si vivono e che si mettono in musica.
Impossibile rimanere immobili, impossibile non seguire il ritmo con dita, testa, piedi e corpo.
Eccezionale Carlo Atti. Da seguire.
Perché non siamo un popolo di soli pianisti, ohibò.
Potete trovare delle foto del pomeriggio in questione nel mio spazio su Flickr.
Posterò il video prossimamente su Youtube.

Pay attention please!

Sabato 26 gennaio ore 21

presso Sala Civica a San Bonifacio Carlo Atti e quartetto in concerto. Evento gratuito e aperto a tutti.

Accorrete numerosi.